PREMESSO
- Che nel febbraio 2009 l’Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti dei disabili. La Convenzione fissa
alcuni principi fondamentali, ai quali gli Stati che la adottano devono uniformarsi e agire per renderli
concreti nella vita quotidiana: l’autonomia individuale, la libertà di scelta, la piena ed effettiva
partecipazione e inclusione nella società, oltre ad alcuni obiettivi specifici come l’inclusione in tutte le
politiche ordinarie (trasporti, istruzione, lavoro). I paesi firmatari assumono inoltre l’obbligo di coinvolgere le
organizzazione delle persone con disabilità nell’applicazione della legislazione e delle politiche derivanti
dalla Convenzione. (fonte Aism);
- che già nel 2001, per altro, l’OMS ha introdotto l’ICF – la Classificazione internazionale del Funzionamento,
della Disabilità e della Salute che l’Italia è stata tra i primi paesi a sperimentare e applicare – introducendo
il concetto di barriera non solo materiale ma anche culturale, e la possibilità di valutare le ricadute
dell’interazione tra stato di salute e contesto ambientale per poter progettare luoghi di vita e di lavoro
accessibili, vivibili, fruibili da tutti;
- che l’Italia ha prodotto una ampia normativa non solo a tutela delle persone con disabilità, ma soprattutto
per promuoverne la piena inclusione e la piena accessibilità e vivibilità dei luoghi, dal punto di vista
materiale e socio-culturale;
- che è del 1986 la legge – la n. 41 – che ha introdotto per Comuni e Province l’obbligo di adottare i PEBA,
Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Obblighi e prescrizioni successivamente ripresi dalla
legge 104/92;
- che a inizio 2020 la Regione Lazio ha approvato le linee guida per i Comuni del Lazio per la redazione e
l’approvazione dei PEBA. Il documento contiene indicazioni e criteri per ogni ente locale per redigere i Piani
tarandoli sulle proprie specificità morfologiche, urbanistiche, sociali;
- che in particolare, vista la complessità dei PEBA, nelle Linee Guida della Regione Lazio sono state fornite
ai Comuni indicazioni sulla necessità che il PEBA venga attuato e riprogrammato in diverse annualità e che si stabilisca una scadenza annuale (ad esempio entro il 31 dicembre) per l’approvazione di un nuovo piano
attuativo che archivi gli interventi già segnalati e realizzati del PEBA precedente e riprogrammi quello
dell’anno o degli anni successivi;
- che anche il PGTU fornisce indicazioni e modelli di intervento utili a garantire e promuovere non solo la
sicurezza stradale e la prevalenza della mobilità pedonale, ma in generale standard più elevati di vivibilità
dei quartieri per tutti i cittadini, e a proteggere la mobilità degli utenti più deboli. E quindi zone 30, isole
ambientali, ztl;
- che lo statuto del Comune di Roma tutela i diritti delle persone con disabilità promuovendo il rispetto della
loro dignità, l’autonomia individuale, la non discriminazione, la piena ed effettiva partecipazione e
inclusione.
CONSIDERATO INOLTRE
- che Roma Capitale ha provveduto, a febbraio 2020, ad emanare le proprie linee guida operative con la
delibera n. 39 “I PEBA a Roma. Metodologia operativa per la redazione dei Piani per l’eliminazione delle
barriere architettoniche”. Il documento prescrive, tra l’altro, ai Municipi di censire l’accessibilità degli edifici
e degli spazi pubblici ‘partendo dalla localizzazione dei Piani in aree a prevalente uso pedonale quali le
centralità locali del PRG o isole ambientali del PGTU, verificando la possibilità che coincidano con le Zone
urbane dove è maggiore la presenza della popolazione anziana’; di individuare, quindi, le zone urbane
PEBA su cui elaborare i piani, individuando gli interventi prioritari con il coinvolgimento dei cittadini e in
particolare delle associazioni delle persone con disabilità. La delibera prescrive inoltre di avviare corsi di
formazione specifici per gli uffici tecnici, anche in collaborazione con gli Ordini professionali, e in accordo
con i Dipartimenti di Architettura e Ingegneria- nonché con gli istituti scolastici di istruzione secondaria
superiore - promuovere iniziative di divulgazione e sensibilizzazione e attività di alternanza scuola-lavoro
che abbiano come oggetto i principi della progettazione universale;
- che sul tema la Commissione Lavori pubblici, nella seduta del 5 maggio 2020, ha audito la Consulta delle
persone con disabilità del II Municipio nella persona del presidente, che si è impegnato – una volta
superata l’emergenza sanitaria – a stilare un elenco di spazi e priorità sui quali intervenire con la
progettazione dei PEBA;
- che la Commissione consiliare III Lavori Pubblici – Urbanistica nella seduta del 7.5.2020 ha espresso
parere favorevole con la seguente votazione: 4 favorevoli (Consiglieri Caracciolo, Rossi, Manfredi,
Signorini) 0 contrari 0 astenuti.
Tutto ciò premesso e considerato
IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO II
IMPEGNA
la Presidente e l’Assessore competente a:- Recepire le modalità operative contenute nella delibera di Giunta capitolina n. 39 del 2020 per redigere i PEBA nel II Municipio;
• Individuare le zone urbane oggetto dei PEBA, in collaborazione con la Commissione III LL.PP. e
Urbanistica e con la Consulta delle persone con disabilità nonché con tutti i cittadini e altre realtà
sociali che vogliano contribuire alla elaborazione dei Piani;
• dare indicazione all’Ufficio tecnico di coinvolgere la Consulta nelle operazioni di verifica e collaudo
degli interventi di manutenzione degli spazi urbani e degli immobili municipali;
• inserire, nel Piano regolatore sociale che dovrà prossimamente essere aggiornato, e nei lavori del
Tavolo che ne curerà la redazione, una sessione apposita dedicata all’accessibilità e alla agibilità
delle strutture e degli spazi pubblici;
• sul modello della progettazione già sperimentata in Municipio con gli ‘accessi scolastici’, prevedere
negli interventi di manutenzione la protezione con parapedonali di scivoli e loges;
• verificare la possibilità di reperire finanziamenti ad hoc per questo tipo di interventi;
• di verificare con la Sindaca le modalità con cui i Municipi sono chiamati ad effettuare la
ricognizione e la realizzazione, al fine di richiedere in particolare un’indicazione precisa dei modi e
dei tempi certi entro i quali svolgere le attività previste, per favorire l’attuazione dei PEBA nei
territori municipali.

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