Parliamo di un patrimonio a disposizione di un quartiere - Porta Pia (ma anche San Lorenzo) e della intera città di Roma, dei cittadini, dei turisti, degli studenti e degli studiosi. Le Mura Aureliane, nel tratto tra Piazza Fiume e San Lorenzo. Abbandonate, degradate, soggette a crolli mai sistemati. Sporcizia, verde incolto. Rifugio di povere persone ma anche di spacciatori e ladruncoli. Questo sono ora.
Percorso culturale e artistico, volano di valorizzazione turistica per Porta Pia e San Lorenzo; riconoscimento di quello che Roma è stata, delle sue mille storie, dall'antichità fino all'Unità d'Italia. Questo potrebbero essere, se tutti facessero il loro pezzo.
Ho scritto due volte alla Sindaca, al Prefetto, al Questore di Roma. Non ho avuto nessuna risposta. Il Consiglio del Municipio però ha approvato un lungo documento elaborato in Commissione Urbanistica che mette alcuni punti fermi su ciò che secondo noi, secondo me, dovremo fare nei prossimi mesi prima della fine della Consiliatura per recuperare questa ricchezza dal valore inestimabile che tuttavia buttiamo nel secchio dell'immondizia ogni giorno che passa, ogni giorno in cui guardiamo dall'altra parte.
(foto di Andrea Jemolo)
Recupero e valorizzazione delle Mura Aureliane nel II Municipio
Premesso che
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Le Mura Aureliane sono uno dei monumenti più
importanti della città di Roma e rappresentano “la più estesa e meglio
conservata fortificazione del mondo classico” (cit. Sovrintendenza capitolina).
Risalenti al III sec. D.c. e all’imperatore Aureliano, si estendevano per quasi
19 km, utilizzando lungo il tracciato anche importanti edifici come i Castra
Praetoria, l’acquedotto Claudio, il muro di sostruzione degli Horti degli
Acilii sul Pincio. Consegnate nel 1847 alla città di Roma dal Papa Pio IX motu
proprio, hanno svolto fino al XX sec. la funzione di cinta daziaria.
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Un patrimonio di inestimabile valore, a
disposizione anche del territorio e dei cittadini del secondo Municipio nel
bellissimo tratto che va dal confine con il primo Municipio – via Puglie, Corso
d’Italia – fino a San Lorenzo.
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Proprio questo tratto della cinta muraria ha
subito negli anni recenti fenomeni di grave dissesto, degrado e abbandono,
scarsa illuminazione. Sono ancora evidenti i crolli avvenuti di recente, come
ad esempio quello tuttora transennato nel tratto di fronte al Ministero delle
Infrastrutture su viale del Policlinico, sul quale per il momento non vi è
traccia di intervento. La vegetazione spontanea che corre lungo quasi tutto il
tracciato è raramente bonificata e tenuta in ordine, motivo per cui diventa
ricettacolo di immondizia, nascondiglio per sbandati e tra i motivi principali
di una mancanza di decoro e abbandono non più sopportabile.
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Lungo il perimetro delle Mura, in particolare
tra Piazza Fiume e Castro Pretorio, sono collocati i sottopassi che fungono da
uscite di sicurezza del Sottovia Ignazio Guidi. Da tempo si sono trasformati in
vere e proprie discariche, pericolose sia per la salute e l’igiene pubblica sia
perché ormai non possono più svolgere la loro funzione, dal momento che sono
quasi completamente ostruiti da rifiuti e resti di occupazioni umane. I
sottopassi in questione, infatti, sono spesso utilizzati da persone senza altro
rifugio e con fragilità sociali di varia natura. Non sono mancati anche i fatti
drammatici, ricordiamo la morte di due cittadini somali nel sottopasso di
piazza Fiume a causa dei gas di scarico respirati, e l’uccisione di una donna
che lì sotto aveva trovato ‘casa’ – Norma Maria – nei pressi di Castro
Pretorio.
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Insicurezza e microcriminalità caratterizzano
alcuni punti in particolare, come spesso denunciato anche dai residenti dei
quadranti attorno alle Mura, fenomeni che sembrano essere ingestibili ancorchè
perfettamente noti alle Forze dell’ordine. Piazza Fiume è inoltre
quotidianamente interessata dal fenomeno dei parcheggiatori abusivi che, benché
più volte sanzionati e respinti dalla Polizia locale, continuano a vessare il
quartiere e chi si trova a parcheggiare nell’area.
Considerato che
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La Commissione Urbanistica ha audito sul tema
sia la Sovrintendenza capitolina, competente in merito, sia il Simu –
competente per la manutenzione dei sottopassi – sia gli assessori municipali al
Sociale e all’Ambiente;
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Dall’audizione è emerso un quadro molto
preoccupante, relativo in particolare alla sostanziale impossibilità di
intervento per quanto riguarda la manutenzione o la valorizzazione delle stesse
Mura, finchè non saranno affrontate le questioni relative all’aspetto sociale,
ambientale, e della sicurezza;
-
Tuttavia, la sostanziale paralisi degli
interventi – fatte salve alcune ormai sporadiche operazioni di bonifica dei
sottopassi – determina una situazione al limite del pericolo sanitario per la
collettività, a maggior ragione in questa fase di emergenza sanitaria, e di
pregiudizio per la salute pubblica, sia per i residenti sia per chi è costretto
dalle proprie condizioni di disagio a vivere in accampamenti di fortuna lungo
le Mura o nei sottopassi;
-
Per quanto riguarda il verde spontaneo intorno
alle Mura, non giova alla manutenzione e alla cura il rimpallo di competenze
tra Ama e Servizio Giardini;
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Si è per altro interrotta, per mancanza di
fondi, la convenzione tra Polizia municipale e Ama che ha consentito in passato
di effettuare interventi periodici e sistematici nei sottopassi;
-
Risulta comunque necessario, ogni volta che si
voglia procedere a uno sgombero o a una operazione di bonifica e sanificazione,
interpellare non solo l’Ama ma anche la Sala operativa sociale, affinchè sia
possibile assistere le persone che eventualmente si dovessero trovare nelle
aree interessate.
Considerato inoltre che
-
Parliamo di un’area e di vestigia dallo
straordinario valore storico-urbanistico e culturale, che sarebbe possibile
valorizzare con interventi semplici che però richiedono una integrazione dell’azione
dei diversi soggetti che a vario titolo dovrebbero intervenire;
-
Una volta realizzati questi interventi, sarebbe
possibile creare itinerari turistico-culturali a disposizione sia dei cittadini
romani che di eventuali visitatori, una volta superata l’emergenza, mettendo
così a valore un patrimonio ingiustamente trascurato.
Ritenuto inoltre che
-
Ricorrendo nel 2020 il 150° anniversario della
Breccia di Porta Pia, appare doveroso e non più rinviabile la predisposizione
di interventi non una tantum e non circoscritti ai pochi metri intorno alla
Breccia o al Museo del Bersagliere, ma che restituiscano in maniera duratura
dignità e bellezza a questo straordinario patrimonio culturale e storico del
quale disponiamo e che deve ritornare ad essere ammirato e fruibile da tutti.
- Tutto ciò premesso e considerato
Il Consiglio del Municipio II impegna la Presidente e gli
assessori competenti a
- Attivarsi presso il Prefetto di Roma, anche portando la questione delle Mura all’attenzione dell’Osservatorio per l’ordine e la sicurezza, affinchè adotti le misure necessarie a prevenire fenomeni di abusivismo e microcriminalità e a rendere l’area delle Mura sicura per cittadini e residenti;
- Attivarsi presso la Sindaca e gli assessori capitolini competenti, affinchè diano priorità all’emergenza sanitaria che può derivare dal degrado intorno alle Mura e nei sottopassi, ed eventualmente diano corso al ripristino della convenzione tra la Polizia locale e Ama per le bonifiche e la pulizia dell’area perimetrale;
- Dare corso agli impegni dichiarati in Commissione Urbanistica, ad integrare – ove necessario - nel Tavolo operativo sociale che il Municipio ha attivato, anche la Sovrintendenza e il Simu, nonché il Dipartimento Ambiente, per individuare una modalità di azione che consenta a ciascuno di fare la propria parte per intervenire a risolvere le criticità elencate, e per affrontare il tema delle persone fragili costrette a vivere nei sottopassi o in accampamenti di fortuna lungo le Mura;
- Attivarsi con Acea e Simu affinchè il perimetro delle Mura sia illuminato adeguatamente, per favorirne la valorizzazione ma anche per garantire una maggiore sicurezza dei cittadini;
- Attivarsi con il Simu affinchè siano ripristinate le condizioni di agibilità delle uscite di sicurezza e per lo stesso sottovia Ignazio Guidi;
- Chiedere che sia chiarita la competenza della manutenzione del verde intorno alle Mura tra Ama e Servizio Giardini, in modo da poter garantire interventi periodici;
- Avviare subito una interlocuzione con la Soprintendenza statale e con il MIbact: ferma restando la non diretta competenza, dal momento che siamo di fronte ad un monumento di eccezionale valore, appare utile e opportuno che l’attenzione vada oltre i soli livelli comunali, non solo per quel che riguarda il recupero di risorse finalizzate alla manutenzione e alla conservazione delle Mura, ma anche per la creazione di percorsi di valenza culturale, turistica, ambientale;
- Avviare una interlocuzione anche con il Ministero delle Infrastrutture, che ha sede proprio nel Piazzale di Porta Pia e proprio di fronte a un tratto delle Mura Aureliane da tempo transennato, affinchè dia il suo supporto nella realizzazione di interventi di bonifica ed eventualmente sostegno economico alla manutenzione delle Mura stesse;
- Avviare un’azione congiunta con il I Municipio, di pressione, sensibilizzazione ma anche di realizzazione di percorsi culturali.


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