venerdì 11 dicembre 2020

PARCHEGGIO VIA CHIANA, SPIRAGLI DI LUCE NELL'ODISSEA CHE VA AVANTI DA TRE ANNI

 Aspettiamo da tre anni - 3 - la riapertura del parcheggio di via Chiana, un servizio indispensabile per i cittadini, per i residenti del quartiere e per gli operatori del Mercato Trieste. Non ci spaventa qualche mese in più se ci viene garantito l'obiettivo.  In Commissione Lavori pubblici oggi mi sembra abbiamo fatto un buon lavoro, di chiarimento si alcune situazioni incresciose, diciamo così, verificatesi nei giorni scorsi, e sulla ristrutturazione dell'edificio, una telenovela che per fortuna, grazie a un bravo dirigente del Dipartimento mobilità, ai tecnici del Municipio e alla collaborazione preziosa del presidente del mercato Amedeo Valente, pare in via di risoluzione. 


Il progettista esterno, ingaggiato tramite Roma Servizi per la Mobilità per elaborare gli interventi definitivi, consegnerà il lavoro a gennaio. A marzo prima finestra utile per l'assegnazione dei fondi - stimati in circa 900mila euro considerata l'ampiezza della struttura- gara e lavori. Contestualmente si metteranno nero su bianco competenze, responsabilità in materia di manutenzione e accesso alla struttura. ATAC esercita già le funzioni assegnate dal contratto di servizio di custodia e vigilanza dell'immobile. Una volta completata la riqualificazione, ne prenderà la gestione. 

Una ricostruzione della situazione precisa della quale ringrazio tutti i partecipanti a questa Commissione. Una boccata d'aria buona in mezzo a tutte le complicazioni di Roma Capitale, persone che a diverso titolo - Alberto Di Lorenzo, Amedeo Valente, Sara Lo Cacciato, i colleghi di Rsm - fanno coscienziosamente il loro lavoro ben sapendo che se ognuno fa il suo pezzo (e in questi 2 anni purtroppo non è sempre stato così) la vita dei cittadini migliora. 

https://romah24.com/trieste-salario/news/parking-via-chiana-passi-avanti-per-la-riapertura-obiettivo-autunno-2021/

giovedì 26 novembre 2020

MERCATO NOMENTANO, APPROVATA LA MOZIONE PER LA TUTELA

 Restituire vivibilità ai nostri quartieri, pensando anche al domani e immaginando come valorizzare il contesto in cui viviamo. Lo sintetizzo così, lo spirito con il quale oggi in Consiglio ho illustrato due mozioni alle quali tengo molto: le strade scolastiche - per cui ho chiesto alla Presidente del Municipio di dare subito direttiva agli uffici e ai Vigili urbani per mettere in piedi gli atti necessari a istituirle - e il Mercato Nomentano di piazza Alessandria. 

Quest'ultimo è un piccolo gioiello trascurato del quadrante di Porta Pia: progettato da Ester Luzzatto, la prima donna architetto italiana, nei primi anni 30 del scolo scorso, è un edificio vincolato ma è anche il cuore, commerciale, urbanistico e sociale, del quartiere. Un piccolo gioiello dove però tanti pensano di poter fare ciò che vogliono, a partire dal deposito di rifiuti di ogni genere alla sosta più che abusiva, selvaggia, che impedisce specie di mattina agli operatori del mercato e agli ambulanti di parcheggiare i loro furgoni in ordine e senza causare ingombro - come invece avviene quotidianamente - su attraversamenti e scivoli dei marciapiedi. Abbiamo perciò chiesto l'installazione di telecamere, non tanto e non solo come forma di controllo ma soprattutto come deterrente alla pratica dell'abbandono indiscriminato dei rifiuti, il ripristino della opportuna segnaletica intorno al Mercato e un maggiore e più sistematico presidio dei Vigili urbani. 


Le mozioni sono state approvate a stragrande maggioranza, e danno quindi il via ad un lavoro concreto che può avere concrete ricadute sulla vita quotidiana delle persone: maggiore sicurezza a scuola e possibilità di vivere in tranquillità lo spazio intorno alla scuola, e ripristino del decoro in un luogo che ora appare trascurato - piazza Alessandria - ma che, tassello dopo tassello, riporteremo alla sua originaria bellezza. E' previsto infatti per il prossimo anno un intervento di riqualificazione e ristrutturazione del Mercato con il quale sistema elettrico e antincendio saranno rimessi a norma, riqualificato l'ambiente interno e i banchi, con la messa a norma di quelli che oggi non sono utilizzati e la loro messa a bando per fare in modo che il Mercato sia ancora più utilizzato e più vissuto. (foto da Roma sparita)

Qui la mozione 👇

Mozione ex art. 44

Ripristino decoro introno al Mercato Nomentano e installazione telecamere

Premesso che

Il Mercato Nomentano è un edificio vincolato, progettato dalla prima donna architetto, Elena Luzzatto, e realizzato nel 1935.

Rappresenta il cuore del quadrante di Porta Pia, e sarà oggetto di un rilevante intervento di ristrutturazione da parte del Municipio.

Considerato che

- Il Mercato è perennemente oggetto di quello che potrebbe essere definito ‘vandalismo ambientale’, dal momento che privati e operatori commerciali di zona non identificati depositano quotidianamente e in particolare nel fine settimana i loro rifiuti nei cassonetti del mercato e lungo il perimetro del mercato stesso, determinando una situazione di degrado e sporcizia intollerabile, sempre e in particolare in un momento di emergenza sanitaria, per il Mercato e per il quartiere;

- Il perimetro intorno al Mercato è quotidianamente occupato da sosta – commerciale e privata – non regolare;

- È praticamente sparita la segnaletica orizzontale e verticale intorno al mercato, che consentirebbe di sanzionare la sosta irregolare, e lungo il perimetro di piazza Alessandria, le postazioni del carico e scarico e di sosta per gli operatori del mercato e degli ambulanti sono perennemente occupate da sosta privata e di altro genere non afferente al Mercato e alle rotazioni; questo fatto determina una situazione di disordine, inagibilità degli spazi da parte dei pedoni, attraversamenti pedonali occupati, furgoni parcheggiati ovunque.

Tutto ciò premesso e considerato

Il Consiglio del Municipio II impegna la presidente e gli assessori competenti a

- Attivare tutte le opportune procedure affinchè siano installate telecamere sulle facciate del mercato in modo da poter – ancor prima che controllare – dissuadere estranei dal depositare rifiuti;

- Attivarsi per ripristinare la segnaletica intorno al Mercato ove mancante;

- Attivarsi con la Polizia locale affinchè predisponga gli opportuni controlli su Piazza Alessandria negli orari di mercato


martedì 17 novembre 2020

STRADE SCOLASTICHE E ZONE 30: SICUREZZA, DECORO E BELLEZZA. LE PERSONE AL CENTRO

Il 16 novembre, Giornata delle vittime delle strada, Legambiente Lazio ha diffuso i dati delle morti su strada a Roma. Dice Legambiente: "A Roma, nel 2019, tasso di mortalità peggiore delle altre città, così come la quantità di incidenti: 12.271, ben 33,6 al giorno e 131 decessi, uno ogni 2,6 giorni. Di questi, 10.908 sono avvenuti su strade urbane e 1.363 su extraurbane; il totale degli incidenti a Roma sono il 28,8% di quelli avvenuti nelle 14 maggiori città italiane (42.539). I decessi causati da incidenti nel 2019 nella Capitale sono stati 131, un morto ogni 2,7 giorni, 108 su strade urbane e 23 su extraurbane, i morti sono il 37,3% rispetto al totale delle 14 città italiane prese in considerazione. Il tasso di mortalità a Roma nel 2019 è sceso rispetto l’annata precedente, in linea con il trend italiano, ma con 4,6 decessi ogni 100mila abitanti, rimane tra i più alti delle città oggetto dello studio e ben al di sopra della media nazionale di 3,6".

Sono dati che fanno impressione: Roma è una città nella quale si muore investiti da automobili guidate da irresponsabili senza alcun rispetto nè dei limiti di velocità (che esistono su tutto il territorio) nè del Codice della strada. Legambiente propone l'istituzione di più zone 30 possibili e strade scolastiche, nonchè ciclabili e bike lane. Per quanto mi riguarda sono convinta sempre più della necessità di creare quartieri a misura di persona, e di pedone, e mi sto battendo perchè il governo del Municipio faccia una scelta forte a favore della sicurezza stradale e dei cittadini, tutti, in particolare i bambini gli anziani, i portatori di handicap. Laddove questi soggetti stanno bene, sta bene l'intera collettività. Specialmente ora che - come mai prima - abbiamo bisogno di spazi. Le zone 30 inoltre sono un vero e proprio intervento di manutenzione dei quartieri - oltre che di messa in sicurezza - e di ripristino del decoro, nonchè di valorizzazione di strade ed edifici. Con Legambiente e con altre realtà associative come Amuse, grazie al lavoro prezioso di tanti cittadini, in primis l'architetto prof. Umberto Cao, stiamo provando a portare avanti il progetto di zona 30 nel quadrante di piazza Alessandria, caratterizzato dalla presenza del Mercato Nomentano (edificio storico progettato dalla prima donna architetto, Ester Luzzatto, nei primi anni '30), dagli edifici della ex Peroni, e dal lato di Corso d'Italia dalle Mura Aureliane. Un quartiere a misura d'uomo che, se riqualificato adeguatamente, è un patrimonio di bellezza, cultura e storia di valore inestimabile per l'intera città. (l'immagine è tratta da greenews.info)


Intanto ho presentato in Consiglio una mozione per l'istituzione delle strade scolastiche, che potete leggere qui 👇

Mozione

Istituzione strade scolastiche nel II Municipio e interventi di moderazione del traffico e della velocità

Premesso che

-          Con la Memoria n. 18 del 6 marzo 2020, “Adesione alla campagna Strade scolastiche nell’ambito di iniziative di mobilità scolastica sostenibile nel territorio di Roma Capitale”, la Giunta capitolina ha dato mandato al Dipartimento Mobilità di verificare – tra l’altro - in quali strade, tra quelle indicate dai Municipi, sia possibile istituire l’interdizione al traffico veicolare per un periodo di tempo di 20 minuti prima e dopo l’orario di ingresso e di uscita degli alunni, e di verificare dove sia possibile realizzare isole pedonali o interventi di moderazione del traffico e di messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali anche tramite il rialzo degli stessi; la Giunta capitolina ha dato mandato inoltre al Comando generale della Polizia locale di coinvolgere i gruppi di Polizia locale al fine di emettere dd di traffico sulla base dei progetti degli uffici tecnici municipali.

-          Con nota CB6644 del 22 gennaio 2020, l’assessorato municipale alle Politiche educative aveva già inviato all’assessorato capitolino alla Città in Movimento indicazioni per la realizzazione di strade scolastiche presso i plessi Principessa Mafalda in via Lovanio 15 (IC “Via Boccioni”), Alfieri in via Salaria 159 ( IC Alfieri Lante della Rovere), Ronconi in via Micheli 21 (IC Via Micheli).

-          Nella stessa nota si segnalava la necessità di realizzare interventi di moderazione del traffico in via Ruggero Fauro, nelle adiacenze della scuola dell’infanzia S. Pio X.

-          Il 29 maggio 2019 la Commissione Lavori pubblici ha effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni dell’incrocio via dei Villini-via Malpighi, presso il quale si trovano tre scuole, riscontrando una situazione di scarsa sicurezza causata soprattutto dalla velocità con cui gli autoveicoli attraversano l’incrocio stesso, e raccogliendo la richiesta dei residenti di realizzare interventi di moderazione del traffico e della velocità.

-          Le lezioni in presenza sono riprese il 14 settembre, dopo un lavoro cominciato praticamente al termine del precedente anno scolastico grazie al quale sono stati organizzati spazi, mense, orari di ingresso e di uscita scaglionati tra classi per evitare assembramenti davanti agli accessi scolastici.

-          A fronte dell’emergenza sanitaria causata dal virus Sars-cov-2, e considerata la ripresa delle attività scolastiche in presenza, il Decreto Legge . 76 “ Rilancio” convertito in legge 120/2020 ha introdotto nel Codice della Strada la possibilità che “Nelle zone scolastiche urbane può essere limitata o esclusa la circolazione, la sosta o la fermata di tutte o di alcune categorie di veicoli, in orari e con modalità definiti con ordinanza del Sindaco. I divieti di circolazione, di sosta o di fermata non si applicano agli scuola bus, agli autobus destinati al trasporto degli alunni frequentanti istituti scolastici, nonché ai titolari di contrassegno di cui all’articolo 381, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495…”;

Considerato che

-          Nel II municipio l’amministrazione ha provveduto a mettere in sicurezza e ampliare il 90% degli accessi scolastici

-          In alcuni casi, tuttavia, a causa degli orari di ingresso e di uscita scaglionati e della differenziazione degli accessi, si creano comunque momenti di assembramento.

-          Questo accade per esempio alla scuola Grazioli Lante dove le classi prima e seconda della primaria entrano non più dall’ingresso principale ma dal passo carrabile posto poco prima. La mattina, nell’attesa del proprio orario d’ingresso, e il pomeriggio, quando i genitori aspettano l’uscita, la folla che si crea occupa completamente il marciapiedi e spesso è costretta ad espandersi su strada. Via Tevere inoltre è una strada molto trafficata, traffico appesantito la mattina anche dal carico e scarico delle merci dell’adiacente supermercato.

-          Si crea cosi una situazione di insicurezza e pericolo per chi transita a piedi per via Tevere e per chi attende gli orari di ingresso e di uscita della scuola.

Tutto ciò premesso e considerato

Il Consiglio del Municipio II impegna la presidente e l’assessore competente a

-          Dare mandato all’Ufficio tecnico affinchè adotti, in collaborazione con la Polizia locale, tutti i provvedimenti necessari alla istituzione di una strada scolastica con interdizione al traffico automobilistico negli orari di ingresso e di uscita da scuola nel tratto di via Tevere compreso tra via Isonzo e via Livenza, al fine di tutelare genitori e allievi, e in generale la mobilità pedonale in quella strada;

-          Istituire strade scolastiche intorno ai plessi indicati nella nota succitata, compatibilmente con gli orari di ingresso e di uscita, trattandosi comunque quasi sempre di viabilità secondaria e quindi di competenza municipale, e presso tutte le scuole ove dovesse essere verificata la stessa problematica, richiedendo l’ausilio del Dipartimento Mobilità ove si tratti (come per via Salaria) di grande viabilità.

-          Studiare e realizzare interventi di moderazione del traffico in via Ruggero Fauro e all’incrocio Via dei Villini-via Malpighi. 

 

Cons. Valentina Caracciolo

Cons. Paola Rossi

Cons. Giovanna Maria Seddaiu

Cons. Guido Capraro

Cons. Celeste Manno

Cons. Carlo Manfredi

Cons. Roberto Ferraresi

Cons. Andrea Rollin

domenica 15 novembre 2020

ILLUMINAZIONE PUBBLICA, UN IMPEGNO DI ANNI



Era il 15 novembre 2017, quando ho richiesto la convocazione del primo Consiglio straordinario per discutere della questione dell'illuminazione pubblica. Era appena partito il cosiddetto Piano LED, per la sostituzione dei vecchi lampioni e lampadine con i 'nuovi' LED. Purtroppo questa operazione, avviata per risparmiare - Comune e cittadini - e per contrastare l'inquinamento ottico, ha avuto un percorso difficile e si è rivelata dannosa da diversi punti di vista. Le nuove armature sono state collocate in quartieri storici con un notevole danno al decoro e alla bellezza di quegli stessi quartieri, ma soprattutto, se in alcune zone di Roma la luce è comparsa dopo molti anni e questo è innegabile, in altri si è sostanzialmente piombati nel buio. Sia per le caratteristiche del LED - la luce è un fascio perpendicolare alla strada, che non si riflette sulle facciate dei palazzi e quindi lascia in ombra i marciapiedi - sia per la qualità stessa evidentemente scelta da Acea. Guasti e disguidi sono infatti stati all'ordine del giorno per moltissimo tempo, e tuttora ricevo continue segnalazioni di strade al buio. Per non parlare delle difficoltà derivanti da alberi non potati che coprono anche quel poco di luce, e di quella più generale che discende sostanzialmente dal fatto che una tecnologia nuova si appoggia su una infrastruttura vecchia. 



Areti in questo momento sta sfasciando intere strade per riqualificare la rete, e speriamo che - tra i disagi per i residenti e i ripristini malfatti (ci auguriamo non sia così...) - questo serva a garantire un servizio migliore di quanto non sia stato in questi anni. Perchè - continuo a ribadirlo - l'illuminazione è un fatto d sicurezza per le persone, ma anche di bellezza della città. E' per altro possibile usare i LED e quindi risparmiare, scegliendo comunque una tipologia diversa, meno fredda e dal fascio di luce più potente. Si può certamente fare, e penso che la prossima amministrazione della Capitale debba in questo caso - come in molti altri - sforzarsi di approfondire, ascoltare gli esperti, ma anche i cittadini e le loro necessità basilari. 

Lunedì 16 novembre 2020 Areti, con vecchi e nuovi responsabili, sarà in audizione in Commissione Lavori pubblici, per fare il punto della situazione sul territorio del II Municipio. 

Chi vorrà potrà assistere alla Commissione, in videoconferenza su Microsoft Teams, a questo link: 

https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3a921a0b2522e943b4bf41fe57bc21c1e1%40thread.tacv2/1605189729546?context=%7b%22Tid%22%3a%2259f215f1-fcd5-4fc6-aa3d-80fd31ed59b6%22%2c%22Oid%22%3a%22bba2d99f-1466-4a9b-bcb0-e0cc52676f5f%22%7d

 O segnalarmi situazioni di malfunzionamento degli impianti, da riportare poi ai responsabili.

venerdì 6 novembre 2020

PICCOLI AGGIORNAMENTI SULLA MIA ATTIVITÀ MUNICIPALE

 - A seguito dei solleciti in Commissione Lavori pubblici e per iscritto, e all'insistenza di Pier Michele Strappini

, finalmente ripristinata l'illuminazione nell'area verde di via Severano. Un piccolo parco devastato ogni notte da vandali, complice proprio il buio. Finalmente buone notizie da Areti.

- Ho sollecitato ad Areti l'intervento sul Piazzale Ovest al buio da mesi, e su Corso Trieste. Ripristinato invece il lampione di Villa Paganini. Grazie a Mimmo Mancuso e Barbara Lessona che mi aiutano quotidianamente a tenere d'occhio le questioni.


- Il 10 ottobre - facendomi carico delle giuste istanze dei cittadini di viale Somalia e via Flaminia ho effettuato un lungo sopralluogo con il Simu per verificare la messa in sicurezza degli attraversamenti di viale Somalia agli incroci con via Fara Sabina, via Vivaldi e altre; e per verificare l'agibilità del marciapiedi di via Flaminia ai civici 342, 344 e 346, che non essendo a norma impedisce la mobilità a un residente con disabilità, e comunque ai pedoni in generale. Sto facendo in questi giorni la verifica degli impegni assunti dal Simu. In questo caso ringrazio Massimo De Cristofaro e Marco Rodomonte che mi hanno segnalato queste situazioni.
- Va avanti il lavoro di Roma Servizi per la mobilità per l'installazione di rastrelliere nell'area intorno alla scuola Piazza Winckelmann. Ho portato l'argomento in Commissione su ottima sollecitazione di Max Lombardi, rappresentante dei genitori della scuola, e successivamente abbiamo effettuato un sopralluogo di verifica insieme al Gruppo Sapienza, che ringrazio. Roma servizi sta procedendo con tutte le attività del caso.
- Su mia sollecitazione a seguito delle segnalazioni di Roberto Iglio, che ringrazio, il Simu sta attivando l'intervento di riqualificazione della ciclabile di via Rossini inspiegabilmente interrotta da una serie pericolosissima di paletti segati ad altezza ruota.
- Ho presentato una mozione, che spero il Consiglio discuta al più presto, per l'istituzione delle strade scolastiche, ovvero la chiusura al traffico di alcune strade in prossimità delle scuole negli orari di ingresso e uscita. Possibilità prevista dalle novità introdotte nel Codice della strada e più che mai utile in questo periodo di emergenza sanitaria. Oltre che, a mio avviso, misura di civiltà.
- Per finire, il Campidoglio ha approvato il progetto di riqualificazione della tettoia e della recinzione dello Stadio Flaminio, intervento che tratteremo a breve in Commissione; ha inoltre approvato un progetto di fattibilità per la riqualificazione e il restauro di alcuni viali di Villa Ada. Verrebbe da dire 'eppur si muove'... ma va benissimo così 😊

venerdì 7 agosto 2020

MURA AURELIANE. STORIA DI UN PATRIMONIO IMMENSO GETTATO AL MACERO PER DISTRAZIONE (O INCAPACITA'?)

 Parliamo di un patrimonio a disposizione di un quartiere - Porta Pia (ma anche San Lorenzo) e della intera città di Roma, dei cittadini, dei turisti, degli studenti e degli studiosi. Le Mura Aureliane, nel tratto tra Piazza Fiume e San Lorenzo. Abbandonate, degradate, soggette a crolli mai sistemati. Sporcizia, verde incolto. Rifugio di povere persone ma anche di spacciatori e ladruncoli. Questo sono ora. 

Percorso culturale e artistico, volano di valorizzazione turistica per Porta Pia e San Lorenzo; riconoscimento di quello che Roma è stata, delle sue mille storie, dall'antichità fino all'Unità d'Italia. Questo potrebbero essere, se tutti facessero il loro pezzo. 

Ho scritto due volte alla Sindaca, al Prefetto, al Questore di Roma. Non ho avuto nessuna risposta. Il Consiglio del Municipio però ha approvato un lungo documento elaborato in Commissione Urbanistica che mette alcuni punti fermi su ciò che secondo noi, secondo me, dovremo fare nei prossimi mesi prima della fine della Consiliatura per recuperare questa ricchezza dal valore inestimabile che tuttavia buttiamo nel secchio dell'immondizia ogni giorno che passa, ogni giorno in cui guardiamo dall'altra parte. 

(foto di Andrea Jemolo)

Recupero e valorizzazione delle Mura Aureliane nel II Municipio

Premesso che

-          Le Mura Aureliane sono uno dei monumenti più importanti della città di Roma e rappresentano “la più estesa e meglio conservata fortificazione del mondo classico” (cit. Sovrintendenza capitolina). Risalenti al III sec. D.c. e all’imperatore Aureliano, si estendevano per quasi 19 km, utilizzando lungo il tracciato anche importanti edifici come i Castra Praetoria, l’acquedotto Claudio, il muro di sostruzione degli Horti degli Acilii sul Pincio. Consegnate nel 1847 alla città di Roma dal Papa Pio IX motu proprio, hanno svolto fino al XX sec. la funzione di cinta daziaria.

-          Un patrimonio di inestimabile valore, a disposizione anche del territorio e dei cittadini del secondo Municipio nel bellissimo tratto che va dal confine con il primo Municipio – via Puglie, Corso d’Italia – fino a San Lorenzo.

-          Proprio questo tratto della cinta muraria ha subito negli anni recenti fenomeni di grave dissesto, degrado e abbandono, scarsa illuminazione. Sono ancora evidenti i crolli avvenuti di recente, come ad esempio quello tuttora transennato nel tratto di fronte al Ministero delle Infrastrutture su viale del Policlinico, sul quale per il momento non vi è traccia di intervento. La vegetazione spontanea che corre lungo quasi tutto il tracciato è raramente bonificata e tenuta in ordine, motivo per cui diventa ricettacolo di immondizia, nascondiglio per sbandati e tra i motivi principali di una mancanza di decoro e abbandono non più sopportabile.

-          Lungo il perimetro delle Mura, in particolare tra Piazza Fiume e Castro Pretorio, sono collocati i sottopassi che fungono da uscite di sicurezza del Sottovia Ignazio Guidi. Da tempo si sono trasformati in vere e proprie discariche, pericolose sia per la salute e l’igiene pubblica sia perché ormai non possono più svolgere la loro funzione, dal momento che sono quasi completamente ostruiti da rifiuti e resti di occupazioni umane. I sottopassi in questione, infatti, sono spesso utilizzati da persone senza altro rifugio e con fragilità sociali di varia natura. Non sono mancati anche i fatti drammatici, ricordiamo la morte di due cittadini somali nel sottopasso di piazza Fiume a causa dei gas di scarico respirati, e l’uccisione di una donna che lì sotto aveva trovato ‘casa’ – Norma Maria – nei pressi di Castro Pretorio.

-          Insicurezza e microcriminalità caratterizzano alcuni punti in particolare, come spesso denunciato anche dai residenti dei quadranti attorno alle Mura, fenomeni che sembrano essere ingestibili ancorchè perfettamente noti alle Forze dell’ordine. Piazza Fiume è inoltre quotidianamente interessata dal fenomeno dei parcheggiatori abusivi che, benché più volte sanzionati e respinti dalla Polizia locale, continuano a vessare il quartiere e chi si trova a parcheggiare nell’area.

Considerato che

-          La Commissione Urbanistica ha audito sul tema sia la Sovrintendenza capitolina, competente in merito, sia il Simu – competente per la manutenzione dei sottopassi – sia gli assessori municipali al Sociale e all’Ambiente;

-          Dall’audizione è emerso un quadro molto preoccupante, relativo in particolare alla sostanziale impossibilità di intervento per quanto riguarda la manutenzione o la valorizzazione delle stesse Mura, finchè non saranno affrontate le questioni relative all’aspetto sociale, ambientale, e della sicurezza;

-          Tuttavia, la sostanziale paralisi degli interventi – fatte salve alcune ormai sporadiche operazioni di bonifica dei sottopassi – determina una situazione al limite del pericolo sanitario per la collettività, a maggior ragione in questa fase di emergenza sanitaria, e di pregiudizio per la salute pubblica, sia per i residenti sia per chi è costretto dalle proprie condizioni di disagio a vivere in accampamenti di fortuna lungo le Mura o nei sottopassi;

-          Per quanto riguarda il verde spontaneo intorno alle Mura, non giova alla manutenzione e alla cura il rimpallo di competenze tra Ama e Servizio Giardini;

-          Si è per altro interrotta, per mancanza di fondi, la convenzione tra Polizia municipale e Ama che ha consentito in passato di effettuare interventi periodici e sistematici nei sottopassi;

-          Risulta comunque necessario, ogni volta che si voglia procedere a uno sgombero o a una operazione di bonifica e sanificazione, interpellare non solo l’Ama ma anche la Sala operativa sociale, affinchè sia possibile assistere le persone che eventualmente si dovessero trovare nelle aree interessate.

Considerato inoltre che

-          Parliamo di un’area e di vestigia dallo straordinario valore storico-urbanistico e culturale, che sarebbe possibile valorizzare con interventi semplici che però richiedono una integrazione dell’azione dei diversi soggetti che a vario titolo dovrebbero intervenire;

-          Una volta realizzati questi interventi, sarebbe possibile creare itinerari turistico-culturali a disposizione sia dei cittadini romani che di eventuali visitatori, una volta superata l’emergenza, mettendo così a valore un patrimonio ingiustamente trascurato.

Ritenuto inoltre che

-          Ricorrendo nel 2020 il 150° anniversario della Breccia di Porta Pia, appare doveroso e non più rinviabile la predisposizione di interventi non una tantum e non circoscritti ai pochi metri intorno alla Breccia o al Museo del Bersagliere, ma che restituiscano in maniera duratura dignità e bellezza a questo straordinario patrimonio culturale e storico del quale disponiamo e che deve ritornare ad essere ammirato e fruibile da tutti.

-         Tutto ciò premesso e considerato

Il Consiglio del Municipio II impegna la Presidente e gli assessori competenti a

  •            Attivarsi presso il Prefetto di Roma, anche portando la questione delle Mura all’attenzione dell’Osservatorio per l’ordine e la sicurezza, affinchè adotti le misure necessarie a prevenire fenomeni di abusivismo e microcriminalità e a rendere l’area delle Mura sicura per cittadini e residenti; 
  •           Attivarsi presso la Sindaca e gli assessori capitolini competenti, affinchè diano priorità all’emergenza sanitaria che può derivare dal degrado intorno alle Mura e nei sottopassi, ed eventualmente diano corso al ripristino della convenzione tra la Polizia locale e Ama per le bonifiche e la pulizia dell’area perimetrale; 
  •           Dare corso agli impegni dichiarati in Commissione Urbanistica, ad integrare – ove necessario - nel Tavolo operativo sociale che il Municipio ha attivato, anche la Sovrintendenza e il Simu, nonché il Dipartimento Ambiente, per individuare una modalità di azione che consenta a ciascuno di fare la propria parte per intervenire a risolvere le criticità elencate, e per affrontare il tema delle persone fragili costrette a vivere nei sottopassi o in accampamenti di fortuna lungo le Mura; 
  •           Attivarsi con Acea e Simu affinchè il perimetro delle Mura sia illuminato adeguatamente, per favorirne la valorizzazione ma anche per garantire una maggiore sicurezza dei cittadini;
  •           Attivarsi con il Simu affinchè siano ripristinate le condizioni di agibilità delle uscite di sicurezza e per lo stesso sottovia Ignazio Guidi; 
  •          Chiedere che sia chiarita la competenza della manutenzione del verde intorno alle Mura tra Ama e Servizio Giardini, in modo da poter garantire interventi periodici; 
  •           Avviare subito una interlocuzione con la Soprintendenza statale e con il MIbact: ferma restando la non diretta competenza, dal momento che siamo di fronte ad un monumento di eccezionale valore, appare utile e opportuno che l’attenzione vada oltre i soli livelli comunali, non solo per quel che riguarda il recupero di risorse finalizzate alla manutenzione e alla conservazione delle Mura, ma anche per la creazione di percorsi di valenza culturale, turistica, ambientale; 
  •           Avviare una interlocuzione anche con il Ministero delle Infrastrutture, che ha sede proprio nel Piazzale di Porta Pia e proprio di fronte a un tratto delle Mura Aureliane da tempo transennato, affinchè dia il suo supporto nella realizzazione di interventi di bonifica ed eventualmente sostegno economico alla manutenzione delle Mura stesse; 
  •           Avviare un’azione congiunta con il I Municipio, di pressione, sensibilizzazione ma anche di realizzazione di percorsi culturali.

 


sabato 13 giugno 2020

PROGETTARE PER RENDERE ACCESSIBILI A TUTTI PIAZZE ED EDIFICI: IL CONSIGLIO APPROVA L'ATTO DI INDIRIZZO CHE IMPEGNA IL MUNICIPIO A FARLO OGNI VOLTA CHE C'È UNO SPAZIO URBANO DA RIQUALIFICARE

Su proposta della Commissione lavori pubblici, che presiedo, il Consiglio municipale ha approvato un documento di indirizzo che impegna i progettisti dell'ufficio tecnico a progettare in base ai criteri dell'accessibilità per tutti degli spazi pubblici: piazze, strade, edifici, adottando i cosiddetti Peba, i Piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Non solo. Ogni volta che viene realizzato un intervento di manutenzione e riqualificazione, gli uffici devono verificarne la qualità ed effettuarne il collaudo coinvolgendo la nostra Consulta delle persone con disabilità, il cui presidente abbiamo audito in Commissione traendone spunti importantissimi per questo documento. Questo è il contenuto dell'atto che abbiamo approvato all'unanimità, fatto di cui sono esternamente orgogliosa!


PREMESSO
- Che nel febbraio 2009 l’Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti dei disabili. La Convenzione fissa
alcuni principi fondamentali, ai quali gli Stati che la adottano devono uniformarsi e agire per renderli
concreti nella vita quotidiana: l’autonomia individuale, la libertà di scelta, la piena ed effettiva
partecipazione e inclusione nella società, oltre ad alcuni obiettivi specifici come l’inclusione in tutte le
politiche ordinarie (trasporti, istruzione, lavoro). I paesi firmatari assumono inoltre l’obbligo di coinvolgere le
organizzazione delle persone con disabilità nell’applicazione della legislazione e delle politiche derivanti
dalla Convenzione. (fonte Aism);
- che già nel 2001, per altro, l’OMS ha introdotto l’ICF – la Classificazione internazionale del Funzionamento,
della Disabilità e della Salute che l’Italia è stata tra i primi paesi a sperimentare e applicare – introducendo
il concetto di barriera non solo materiale ma anche culturale, e la possibilità di valutare le ricadute
dell’interazione tra stato di salute e contesto ambientale per poter progettare luoghi di vita e di lavoro
accessibili, vivibili, fruibili da tutti;
- che l’Italia ha prodotto una ampia normativa non solo a tutela delle persone con disabilità, ma soprattutto
per promuoverne la piena inclusione e la piena accessibilità e vivibilità dei luoghi, dal punto di vista
materiale e socio-culturale;
- che è del 1986 la legge – la n. 41 – che ha introdotto per Comuni e Province l’obbligo di adottare i PEBA,
Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Obblighi e prescrizioni successivamente ripresi dalla
legge 104/92;
- che a inizio 2020 la Regione Lazio ha approvato le linee guida per i Comuni del Lazio per la redazione e
l’approvazione dei PEBA. Il documento contiene indicazioni e criteri per ogni ente locale per redigere i Piani
tarandoli sulle proprie specificità morfologiche, urbanistiche, sociali;
- che in particolare, vista la complessità dei PEBA, nelle Linee Guida della Regione Lazio sono state fornite
ai Comuni indicazioni sulla necessità che il PEBA venga attuato e riprogrammato in diverse annualità e che si stabilisca una scadenza annuale (ad esempio entro il 31 dicembre) per l’approvazione di un nuovo piano
attuativo che archivi gli interventi già segnalati e realizzati del PEBA precedente e riprogrammi quello
dell’anno o degli anni successivi;
- che anche il PGTU fornisce indicazioni e modelli di intervento utili a garantire e promuovere non solo la
sicurezza stradale e la prevalenza della mobilità pedonale, ma in generale standard più elevati di vivibilità
dei quartieri per tutti i cittadini, e a proteggere la mobilità degli utenti più deboli. E quindi zone 30, isole
ambientali, ztl;
- che lo statuto del Comune di Roma tutela i diritti delle persone con disabilità promuovendo il rispetto della
loro dignità, l’autonomia individuale, la non discriminazione, la piena ed effettiva partecipazione e
inclusione.

CONSIDERATO INOLTRE

- che Roma Capitale ha provveduto, a febbraio 2020, ad emanare le proprie linee guida operative con la
delibera n. 39 “I PEBA a Roma. Metodologia operativa per la redazione dei Piani per l’eliminazione delle
barriere architettoniche”. Il documento prescrive, tra l’altro, ai Municipi di censire l’accessibilità degli edifici
e degli spazi pubblici ‘partendo dalla localizzazione dei Piani in aree a prevalente uso pedonale quali le
centralità locali del PRG o isole ambientali del PGTU, verificando la possibilità che coincidano con le Zone
urbane dove è maggiore la presenza della popolazione anziana’; di individuare, quindi, le zone urbane
PEBA su cui elaborare i piani, individuando gli interventi prioritari con il coinvolgimento dei cittadini e in
particolare delle associazioni delle persone con disabilità. La delibera prescrive inoltre di avviare corsi di
formazione specifici per gli uffici tecnici, anche in collaborazione con gli Ordini professionali, e in accordo
con i Dipartimenti di Architettura e Ingegneria- nonché con gli istituti scolastici di istruzione secondaria
superiore - promuovere iniziative di divulgazione e sensibilizzazione e attività di alternanza scuola-lavoro
che abbiano come oggetto i principi della progettazione universale;
- che sul tema la Commissione Lavori pubblici, nella seduta del 5 maggio 2020, ha audito la Consulta delle
persone con disabilità del II Municipio nella persona del presidente, che si è impegnato – una volta
superata l’emergenza sanitaria – a stilare un elenco di spazi e priorità sui quali intervenire con la
progettazione dei PEBA;
- che la Commissione consiliare III Lavori Pubblici – Urbanistica nella seduta del 7.5.2020 ha espresso
parere favorevole con la seguente votazione: 4 favorevoli (Consiglieri Caracciolo, Rossi, Manfredi,
Signorini) 0 contrari 0 astenuti.
Tutto ciò premesso e considerato

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO II
 IMPEGNA 
la Presidente e l’Assessore competente a:

  • Recepire le modalità operative contenute nella delibera di Giunta capitolina n. 39 del 2020 per redigere i PEBA nel II Municipio;

• Individuare le zone urbane oggetto dei PEBA, in collaborazione con la Commissione III LL.PP. e
Urbanistica e con la Consulta delle persone con disabilità nonché con tutti i cittadini e altre realtà
sociali che vogliano contribuire alla elaborazione dei Piani;
• dare indicazione all’Ufficio tecnico di coinvolgere la Consulta nelle operazioni di verifica e collaudo
degli interventi di manutenzione degli spazi urbani e degli immobili municipali;
• inserire, nel Piano regolatore sociale che dovrà prossimamente essere aggiornato, e nei lavori del
Tavolo che ne curerà la redazione, una sessione apposita dedicata all’accessibilità e alla agibilità
delle strutture e degli spazi pubblici;
• sul modello della progettazione già sperimentata in Municipio con gli ‘accessi scolastici’, prevedere
negli interventi di manutenzione la protezione con parapedonali di scivoli e loges;
• verificare la possibilità di reperire finanziamenti ad hoc per questo tipo di interventi;
• di verificare con la Sindaca le modalità con cui i Municipi sono chiamati ad effettuare la
ricognizione e la realizzazione, al fine di richiedere in particolare un’indicazione precisa dei modi e
dei tempi certi entro i quali svolgere le attività previste, per favorire l’attuazione dei PEBA nei
territori municipali.



martedì 4 febbraio 2020

Tiburtina può essere il cuore della città. Se tutti ci crediamo davvero...

  1. Il tema della riqualificazione del piazzale Ovest della Stazione Tiburtina ritorna periodicamente come tutti i temi irrisolti o affrontati con superficialità. Di corsa, nell'ambito di una variante all'appalto della demolizione della Tangenziale, si procederà alla fase 1 del piano d'assetto, senza che si sia proceduto ad approvare la variante al Prg che riconosca i cambiamenti avvenuti nel corso di quasi 20 anni; senza che si sia tenuto conto dei disagi che deriveranno dalle modifiche alla viabilità e dal riassetto di via Mazzoni a doppio senso; senza una ipotesi per l'uso dell'area verde intorno all'Ittiogenico. 

In Consiglio non si è presentato nessuno degli invitati, né Montuori né la Meleo né i dipartimenti. Prendiamo atto che il confronto col territorio non interessa, che si tratti dell'Aula o delle proposte dei cittadini.
Questo è l'impegno che abbiamo approvato:

ORDINE DEL GIORNO
CRITICITA’ DEL NUOVO ASSETTO DEL PIAZZALE OVEST.
RIFLESSIONI E PROPOSTE
Premesso che
- Il 16 dicembre 2019 si è conclusa con esito positivo la Conferenza dei servizi relativa a “Stazione Tiburtina – Nuovo assetto del Piazzale Ovest. Approvazione del progetto definitivo della Fase 1 della riqualificazione del piazzale Ovest della Stazione Tiburtina – nuove sistemazioni superficiali ad esito dell’appalto dei ‘Lavori di demolizione del tratto in elevazione e dei relativi svincoli della circonvallazione Nomentana prospiciente la Stazione Tiburtina e sistemazioni superficiali’”.
- Come si legge nella Relazione generale al progetto definitivo di riassetto, gli interventi riguardano la “sistemazione del Piazzale Ovest della Stazione Tiburtina e della relativa viabilità, in coerenza con il nuovo assetto urbanistico dell’area, e in particolare il progetto prevede la sistemazione superficiale di alcuni tratti di viabilità adiacenti la Stazione Tiburtina, con particolare riguardo alla zona limitrofa al Piazzale Ovest, in cui è prevista una sistemazione della rotatoria esistente su Largo Mazzoni e delle immissioni delle strade su di essa confluenti, l’adeguamento della stessa Via Mazzoni e dell’area in cui attualmente è presente un parcheggio in adiacenza al piazzale di servizio del traporto pubblico extraurbano (Tibus), che sarà riconvertita ad ampia zona pedonale. Gli interventi di cui sopra costituiscono, di fatto, un aggiornamento della cosiddetta Fase 1 (descritta nel paragrafo seguente) di attuazione del Piano di Assetto della Stazione Tiburtina, approvato con l’accordo di programma del 8 marzo 2000, della quale è attualmente in corso di realizzazione un primo stralcio del primo lotto funzionale del Piazzale Ovest, relativo ai Lavori di demolizione del tratto in elevazione e relativi svincoli della Circonvallazione Nomentana prospicienti alla Stazione Tiburtina e sistemazioni superficiali”.

Considerato che

- Per quanto ne sia previsto lo sviluppo in tre fasi successive,  il progetto definitivo del riassetto, così come elaborato dai tecnici del Dipartimento PAU, desta diverse e rilevanti perplessità che il Municipio II ha manifestato in conclusione della Conferenza dei servizi, con nota 164501 del 16 dicembre dell’Ufficio tecnico, che esprimeva parere favorevole al progetto ma con osservazioni relative al nuovo assetto viario conseguente alla realizzazione dell’intervento; e con due note dell’esecutivo del 16 dicembre 2019 e del 22 gennaio 2020 che raccolgono osservazioni e dubbi emersi nel corso del confronto politico e con i cittadini.
- In particolare, sollevano seri dubbi i seguenti aspetti:
o il riassetto di via Mazzoni, strada destinata a diventare a doppio senso di marcia e ad ‘ospitare’ una parte del capolinea Atac attualmente collocato davanti alla Stazione, la sosta Cotral e un posteggio dei taxi; appare davvero eccessivo il carico che la via in questione dovrebbe sopportare, con conseguenti crescenti disagi per i residenti;
o La sorte dell’autostazione attualmente gestita dalla società dalla Società Tibus, prevista dalle delibere di Giunta capitolina n. 189 del 2018 “Delocalizzazione per i mezzi adibiti alle linee di trasporto pubblico interregionali, nazionali ed internazionali all’interno del nodo Anagnina – approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dei lavori all’Autostazione Anagnina – ex art. 27 del dlgs n. 50/2016 così come modificato dal dlgs 56/2017”, e 226/2019 “Approvazione del progetto esecutivo dell’appalto per i “Lavori di adeguamento del parcheggio dell’autostazione per le linee provinciali, nazionali ed internazionali presso il nodo Anagnina”, ai fini dell’assunzione del mutuo a copertura della spesa – Importo complessivo: € 625.000,00 – CUP: J87H19001510004 – cod. VBL IBU: 153333 - UIB 153334 - OP1904310001”. La previsione della eliminazione dell’autostazione da Largo Mazzoni e lo spezzettamento tra Anagnina e piazzale Est ha provocato le proteste non solo delle associazioni di cittadini e studenti, ma anche dei presidenti delle Regioni interessate dal trasporto interregionale i cui utenti – in particolare quelli provenienti da Sud – subirebbero un forte disagio se l’arrivo fosse spostato presso il nodo Anagnina. Per altro, la permanenza dell’autostazione nella collocazione attuale ha senso in quanto correlata alla presenza della Stazione Tiburtina, alla metropolitana e al capolinea Atac. Le alternative al Piazzale Ovest previste dalla Giunta capitolina, nonché lo spezzettamento in due tronconi non sembrano essere adeguate: per quanto riguarda Anagnina, l’intervento di adeguamento a cura del Simu, approvato con delibera n.226 del 4 ottobre 2019, non appare sufficiente in quanto limitato alla creazione di 18 stalli. Mentre sul Piazzale Est non risulta essere pronto neanche la progettazione preliminare;
o Non risulta comunque chiaro l’utilizzo dell’ampia area che resterebbe libera una volta delocalizzata l’autostazione. Il tema non è di scarsa rilevanza, anche in considerazione delle problematiche di degrado e insicurezza che da anni affliggono il quadrante;
o Un ulteriore disagio per i residenti è rappresentato dalla riduzione della sosta su via Teodorico e dalla eliminazione su Largo Mazzoni; il riassetto, inoltre, delle intersezioni Via Arduino - via Eleonora d’Arborea rischia di aumentare il congestionamento del traffico locale nell’area andando a complicare le manovre di ingresso e di uscita su Largo Mazzoni;
o Il riassetto della viabilità a seguito della riprogettazione del piazzale antistante la Stazione, comporta per altro la modifica del percorso di alcuni autobus, in particolare il 309, portandone la percorrenza all’interno della viabilità di quartiere con conseguente aggravio del traffico veicolare locale;
o La progettazione non tiene conto della presenza dell’edificio che ospitava l’Istituto Ittiogenico, attualmente in vendita, e men che meno dell’ampia area verde antistante, della quale da anni i residenti chiedono che sia rimessa nella disponibilità della cittadinanza;
o Non si tiene inoltre conto della presenza di alcune attività commerciali (posteggi fissi e a rotazione) delle quali non si conosce la eventuale dislocazione alternativa;
o Sarebbe necessario chiarire, inoltre, cosa si intende fare relativamente alla realizzazione del capolinea del tram, ipotizzata e progettata ma non approvata né tantomeno finanziata dal MIT;
o Gli interventi innovativi (bike hub, ciclabili etc) sono posposti nel tempo, mettendone così in dubbio la effettiva realizzazione;
o Nel luglio 2018 Roma Capitale ha sottoscritto un nuovo protocollo d’intesa con RFI, i cui impegni riguardo al Piano d’assetto sono così riassunti da RFI stessa: “Piano di Assetto della stazione di Roma Tiburtina: 1      - rimodulazione del sistema dei parcheggi e nuova suddivisione tra spazi di pertinenza e aree pubbliche; 2      - interventi per il completamento, revisione e modifica del Piano di assetto: integrazione nel sistema generale del piazzale Est, nuovo schema di assetto piazzale Ovest con l'arrivo della linea tranviaria da via Tiburtina ed attuazione comparto ricettivo, nuovi spazi pubblici dopo la demolizione della sopraelevata e riarticolazione delle aree edificabili”.

Considerato inoltre che

- Il Consiglio del Municipio II ha espresso parere favorevole (così come il Consiglio del Municipio IV) alla proposta di delibera di iniziativa popolare, supportata dalla raccolta di 8000 firme circa, per il riassetto del Piazzale Ovest. La proposta di delibera, nonostante gli impegni assunti con i cittadini da parte della stessa Sindaca, non è stata neanche inviata alla discussione in Assemblea capitolina;
- Non si tiene in alcuna considerazione non solo l’impegno dei cittadini a produrre non proteste o reclami, ma un progetto di recupero e rinascita del quadrante, ma anche la volontà di due Consigli che hanno dato indirizzo affinché le proposte dei residenti e dei comitati fossero valutate con serietà e attenzione;
- Non è condivisibile l’avvio “precipitoso”, all’interno di una variante ai lavori di demolizione, del riassetto del piazzale Ovest che, benché doveroso, deve contribuire a valorizzare l’area e non a realizzare una riqualificazione qualunque essa sia;
- Con nota del 22 gennaio 2020 n. 7064, la giunta municipale ha fatto presente agli assessori Montuori e Fiorini, nonché ai direttori Pau e Ambiente Esposito e Calzia, che crea allarme il previsto abbattimento di molte delle alberature presenti sul piazzale Ovest, la cui presenza è stata disvelata dalla demolizione del tratto di tangenziale. L’eventualità desta forti preoccupazioni tra i residenti.

Tutto ciò premesso e considerato

Il Consiglio del Municipio II impegna la presidente e la Giunta municipale a

- Sollecitare l’approvazione della variante al PRG che recepisca i cambiamenti avvenuti nella configurazione dell’area nell’ultimo decennio, a partire dal vincolo apposto sull’edificio dell’ex Ittiogenico (per il quale era originariamente prevista la demolizione);
- Interloquire con gli organismi competenti affinchè sia attivato al più presto possibile un tavolo di confronto con il territorio, con l’obiettivo di migliorare il progetto definitivo recependo gli aspetti qualificanti del progetto presentato dalle associazioni dei cittadini, in particolare quelli relativi alla pedonalità, alla mobilità dolce e alla tutela del verde, e integrandoli nell’intervento di riassetto del piazzale Ovest;
- Attivarsi affinchè
o la decisione di spostare e frammentare l’autostazione sia rivista rispetto alla delocalizzazione ad Anagnina, e sia eventualmente approfondita solo l’ipotesi relativa al piazzale Est;
o sia chiarito l’utilizzo e la gestione del parcheggio P6, del quale è stata prevista la trasformazione da Pup a parcheggio di standard presumibilmente in gestione a RFI, valutando la possibilità di agevolazioni per i residenti;
o siano recepite le osservazioni del Municipio inviate a seguito della Conferenza dei servizi;
o siano chiariti i reali impegni sottoscritti con RFI, anche a seguito del nuovo protocollo d’intesa del luglio 2018
 Roma, 4 febbraio 2020